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Il mito senza immagine

Cavallo Pazzo fu mai fotografato ?
Non esistono documenti di provata autenticità

Esistono alcuni requisiti fondamentali, l'ottemperanza dei quali costituisce la base per la creazione di quello che oggi viene chiamato, con un termine un po' abusato, un "mito".
Una vita avventurosa, una grande popolarità e una scomparsa precoce, meglio se tragica o violenta, sono elementi pressoché imprescindibili del processo di evoluzione da "personaggio" (eventualmente storico) a "mito".
Non si sottrae a questa regola la figura del grande capo oglala Cavallo Pazzo.
Questi ha rappresentato, ancora in vita, un modello per i giovani lakota che ne ammirarono le gesta eroiche e il coraggio in battaglia, eleggendolo a simbolo della resistenza del popolo Sioux nei confronti dell'invasione dei bianchi.
Una venerazione che si è mantenuta nel tempo e che tutt'oggi rappresenta uno dei più marcati elementi di congiunzione tra le nuove generazioni e i protagonisti di quel periodo storico.
A mantenere vivo il "mito" di Cavallo Pazzo contribuisce, in maniera considerevole, un ulteriore elemento: il fatto che non ne esista una rappresentazione fotografica di attestata autenticità. La mancanza di un'immagine da affiancare idealmente al nome e alle imprese del grande guerriero, aggiunge un alone di mistero che contribuisce ad aumentare l'interesse e la discussione su questo personaggio.
Da una parte troviamo esperti, ma anche semplici appassionati che, di volta in volta, sostengono di aver scoperto una vera fotografia di Cavallo Pazzo, cercando di dimostrarne l'autenticità e, dall'altra, i nativi americani e le loro organizzazioni che puntualmente smentiscono e chiedono invece che la sacralità della figura del grande capo venga rispettata con il silenzio.
Per poter esaminare la questione in maniera corretta occorre richiamare brevemente alcuni passi della vita di Cavallo Pazzo. Egli nacque nell'autunno del 1842 presumibilmente sulle sponde del Rapid Creek nella zona delle Black Hills e, stando agli storici, fino al 1877 non entrò mai in stretto contatto con un bianco se non attraverso il mirino del suo fucile.

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