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<B>L'Hard Rock CafÚ diventa "indiano"<br>Il marchio comprato dai Seminole</B>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notizie

 

Leggiamo su Repubblica del 6 dicembre 2006:

La celebre catena mondiale acquistata per 965 milioni di dollari dai nativi americani
Conta 124 locali in oltre 45 Paesi e la pi¨ grande collezione di cimeli musicali originali

L'Hard Rock CafÚ diventa "indiano"
Il marchio comprato dai Seminole

di ALESSIA MANFREDI

ROMA - L'Hard Rock CafŔ diventa indiano. La celebre catena di ristoranti a tema musicale, uno dei marchi pi¨ noti e immediatamente riconoscibili in tutto il mondo, passa in mano alla trib¨ dei Seminole. Con un accordo da 965 milioni di dollari, il brand verrÓ ceduto dalla britannica Rank ai nativi americani.

Un'operazione colossale e la pi¨ grande acquisizione di un gruppo internazionale da parte di una trib¨ di indiani d'America.

L'accordo, annunciato questa mattina sul Financial Times verrÓ finalizzato a marzo. Parte del ricavato sarÓ restituito da Rank Group (che Ŕ la seconda catena di casin˛ in Gran Bretagna) agli azionisti sotto forma di dividendo straordinario.

Un sodalizio non proprio inaspettato: i Seminole giÓ gestiscono a Hollywood e Tampa due Hard Rock Hotel e Casino, resort paradisiaci a cinque stelle con mega sale da gioco. Ma per accaparrarsi il marchio in esclusiva - che campeggia oggi su 124 locali sparsi in 45 diversi Paesi del mondo e vanta la pi¨ grande collezione mondiale di cimeli musicali autentici - i Seminole hanno fatto un'offerta che ha sbaragliato in partenza gli altri potenziali acquirenti di grosso calibro, tra cui il gruppo britannico Permira, la TDR Capital e Apollo Management.

L'accordo prevede anche la licenza per altri 56 ristoranti e cinque alberghi oltre ai locali Hard Rock Live dove si svolgono concerti e rappresentazioni dal vivo. "E' un momento di grande orgoglio per la trib¨ dei Seminole della Florida e per le altre trib¨ indiane", commenta Mitchell Cypress, il capo della trib¨, che presiede il Consiglio eletto dai membri. "E' una grande opportunitÓ per diversificare il nostro business", aggiunge. Business che, per la veritÓ, dipende al 90% dal fatturato del settore del gioco d'azzardo.

La trib¨ indiana acquista, quindi, una leggenda, che dal 1971, quando aprý il primo locale a Londra, Ŕ diventata sempre pi¨ popolare e ha visto crescere le proprie entrate in maniera solida. Nel 2005 il giro d'affari del gruppo Ŕ stato di oltre 250 milioni di sterline (quasi 370 milioni di euro).

Un bel salto di qualitÓ per i nativi americani, che nel 1979 aprirono negli Stati Uniti la prima sala bingo e casin˛ in terra indiana, dando il via a quella che sarebbe diventata un'industria multimilionaria per le trib¨ sul suolo statunitense.

La loro Ŕ stata un'ascesa rapida. Vent'anni fa vivevano ancora nelle tipiche abitazioni di legno e paglia e producevano oggetti d'artigianato. Oggi, grazie a slot machine, roulette e un notevole fiuto per gli affari, sono diventati milionari.

I casin˛ negli Stati Uniti sono ormai praticamente esclusiva delle trib¨ indiane. Il gioco d'azzardo Ŕ vietato in molti Stati, ma non nelle riserve, che hanno il permesso di gestire i casin˛ nei loro territori. Un boom iniziato negli anni '80 e proseguito grazie a una pronuncia della Corte Suprema di Washington, che nel 1987 diede il diritto a ogni nazione indiana di aprire sale per il gioco, purchÚ lo Stato che li ospita sia d'accordo.

Oggi la trib¨ originaria della Florida, che ha sede vicino a Fort Lauderdale, conta 3.300 membri dentro e fuori le riserve, discendenti di una manciata di nativi che scapparono nelle Everglades a metÓ dell'800 quando il governo americano cerc˛ di spostare tutti gli indiani in Oklahoma.

Oltre ai due Seminole Hard Rock Hotel e Casinos, la trib¨ dalle spiccate capacitÓ imprenditoriali possiede e gestisce altri cinque casin˛ non a marchio Hard Rock, in Florida, a Coconut Creek e Hollywood, a Immokalee, e nella Brighton Reservation e nella Big Cypress Reservation. Ma promette di non fermarsi qui e di ampliare, con questa mossa, le proprie attivitÓ. Gli analisti le danno ragione: le imprese nel settore del "gaming" gestite dai Seminole sono considerate fra le pi¨ fiorenti al mondo.

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